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03/01/11

Bem-vindo presidente!!!

Sempre di più in America Latina si affermano governi, progressisti e di sinistra, con a capo personaggi che in passato hanno partecipato in formazioni che si battevano, armate o no, per la giustizia sociale, per i diritti umani e contro le dittature militari e per questo perseguitati, arrestati e molto spesso torturati, e molti hanno dovuto vivere, per lungo tempo, in clandestinità o in esilio.
Ma in molti paesi quel tragico periodo sembra finalmente finito, ed è arrivato il tempo che venga dato il giusto valore ai loro sacrifici di gioventù, alle loro lotte, alle loro idee.
L'elezione di Dilma alla Presidenza di una delle economie più forti del pianeta, è forse la più visibile, ma è solamente la punta di un iceberg. 
Sono moltissimi i militanti, più o meno famosi, che ora occupano posti di responsabilità in tanti governi latinoamericani, oppure nominati in specifiche commissioni  su i diritti umani e sociali, così come molte organizzazioni sociali hanno avuto finalmente il giusto grande riconoscimento da parte delle istituzioni.

27/10/09

America Latina si sgancia dal dollaro



Nell'ultima Assemblea Generale dell’ALBA, Alternativa bolivariana per le Americhe, svoltasi a Cumana, Ii Venezuela, è stata ufficializzata la nascita, a partire dal primo gennaio 2010, della nuova moneta chiamata “Sucre”. Si tratta di una moneta inizialmente virtuale, una sorte di sistema unitario di compensazione regionale, e che sarà utilizzata negli scambi commerciali tra i paesi aderenti a questa organizzazione, ovvero Bolivia, Cuba, Repubblica Dominicana, Honduras, Nicaragua e Venezuela più l’Ecuador, ma che in futuro si trasformerà in moneta contante e  a cui potranno aderire altri paesi.
Mente le banche centrali di Brasile e Uruguay hanno firmato, questo venerdì, una lettera di intenti per creare un sistema di pagamenti in valuta locale da applicare agli scambi bilaterali e ad abbandonare il dollaro negli scambi. Gli scambi commerciali tra Brasile e Uruguay è stato di 1.878 milioni di dollari tra gennaio e settembre di quest'anno. 
Compie invece un anno di vita l'accordo firmato da Luiz Inácio Lula da Silva e Cristina Kirchner per far si che gli scambi commerciali, tra le due economie più grandi del continente, si svolgano in moneta locale. 
Non è cosa da poco, visto che 19% di tutte le esportazioni argentine hanno come destino il Brasile, mentre dallo stesso paese arriva il 32% del totale delle importazioni di Buenos Aires.

28/09/09

si aggrava la situazione in Honduras



A fronte della disponibilità al dialogo da parte del deposto presidente Zelaya, per tornare ad una pacifica risoluzione degli avvenimenti, fino a mostraresi disponibilee ad affrontare i giudici, dichiarando "che non ho nulla da nascondere", e dichiarando che basterebbe invece ammettere che ci fu un colpo di stato e che questo è il vero reato da perseguire,.
La risposta da parte del golpista micheletti è stata:
- ordinare la sospensione delle garanzie costituzionali per 45 giorni

- proibire fortemente la circolazione durante il coprifuoco, arrestando chiunque si trovi in circolazione o qualsiasi persona sospetta.
- proibire tutte le riunioni pubbliche non autorizzate da polizia o militari, con fermo e arresto per chi trasgredisce
- proibire la divulgazione con qualsiasi mezzo, stampa, radio o televisione ,d i materiali che offendano i funzionari pubblici o contrastino le leggi e le risoluzioni governative o che in qualche modo possano attentare alla pace e all'ordine pubblico. Sospendere e chiudere giornali, radio, televisioni (anche via cavo) che non si attendano a questo articolo, per parte delle forze armate o di polizia.
- Si ordina il completo sgombero degli edifici pubblici occupati dalla popolazione in resistenza al golpe.


Il Governo golpista ha impedito inoltre, l'entrata al paese alla delegazione  de la Organización de Estados Americanos (OEA), arrivata per partecipare alla mediazione pacifica. La delegazione era composta da due statunitensi, un canadese, un colombiano e un cileno, fermati per alcune ore all'aeroporto e poi espulsi dal paese.


Mentre all'ultimatum del governo golpista, il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula Da Silva risponde che "Il governo brasiliano non accetta ultimatum da golpisti e nemmeno riconosce come governanti questi usurpatori del potere".